Turismo e mobilità in Sardegna:

l’assist dai ricercatori dell’ateneo di Cagliari

Il progetto coniuga voli aerei, sviluppo socioeconomico e territorio. Lo scalo di Elmas è l’hub nel percorso finanziato con tremilioni e mezzo di euro dal Pnrr.

Data pubblicazione: 02/12/2025

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Notizie dalla Sardegna:

Turismo e mobilità in Sardegna: l’assist dai ricercatori dell’ateneo

di Cagliari

 

Il progetto coniuga voli aerei, sviluppo socioeconomico e territorio. Lo scalo di Elmas è l’hub nel percorso finanziato con tremilioni e mezzo di euro dal Pnrr. In campo alcuni dei principali player isolani. Parla il responsabile scientifico, Gianfranco Fancello

 

Mario Frongia

 

“Si è  partiti dal dover dare una risposta innovativa allo sviluppo del territorio, costruita sulla condivisione tra atenei e alcuni dei principali player dell’economia isolana”. Gianfranco Fancello, responsabile scientifico del progetto Pnnr “e.Ins”  Mobilità  sostenibile e ordinario alla facoltà  di Ingegneria dell’Università del capoluogo, accelera: “Il lavoro rientra nei dieci finanziati alla voce Ecosistemi e innovazione. Si tratta di risorse e percorsi a supporto del territorio e della ricerca accademica a livello nazionale. Cagliari-Elmas? Ha le carte in regola per candidarsi tra i primi aeroporti in Italia volti a diventare un hub territoriale di primo livello con l’applicazione di ricerche di sistema avanzate.

 

Professor Fancello, cosa significa il tutto per i visitatori e le comunità locali?

 

Significa dare linee di sviluppo socioeconomico al territorio e creare connessioni a vantaggio del movimento turistico e degli scambi di mobilità  in genere. Si è trattato di creare attività integrate tra territorio e mondo della ricerca. E fare in modo che questi studi possano generare sviluppo, sostenibile e concreto.

 

Come si articola il progetto?

 

È  diviso in dieci spoke, cinque coordinati da noi e altrettanti da Sassari. Per la mobilità  abbiamo deciso di non fare un progetto che partisse e avesse al centro solo piste ciclabili o autobus verdi. Siamo andati oltre e ci siamo chiesti come l’intero sistema sardo potesse sviluppare attività sostenibili partendo dalle nostre porte di ingresso. Dunque, gli aeroporti. Da qui i tre scali che entrano con Sogaer di Cagliari-Elmas, delegata e rappresentante di Alghero e Olbia.

 

È  questa la risposta attesa dal contesto locale?

 

Sì. Il progetto “eIns - Ecosystem of innovation for next generation Sardinia” ha al suo interno lo spoke 8, battezzato Sustainable mobility”.  Con i finanziamenti del Pnrr ha potuto contare su tre milioni e mezzo di euro dalla seconda metà del 2022 sino alla chiusura, prevista a fine anno. Come accennato, gli atenei di Cagliari e Sassari hanno cooperato nell’insieme dei lavori con una struttura che ha avuto noi in cabina regia.

 

Quali sono gli altri partner?

 

Una serie di player  qualificati, dalla Regione a Banco Sardegna, Confindustria, UnionCamere, LegaCoop, Fondazione di Sardegna, Autorità portuale e Sogaer. È stato un proficuo gioco di squadra e tra i tanti preziosi collaboratori diretti, penso con gratitudine ai professori Italo Meloni, Fabio Mereu, Francesco Piras e Mara Ladu della nostra Università, ai colleghi dell’ateneo di Sassari, Tania Congiu e Domenico Comenale, alla presidente e ai dirigenti e tecnici della Sogaer, Monica Pilloni, Federico Miscali e Massimo Sanna.

 

Torniamo al “Mario Mameli”.  Cosa succede allo scalo dopo  il connubio ricerca-sviluppo su frequenze operative di respiro continentale?

 

L’aeroporto si trasforma, non è  solo il luogo dei movimenti aerei ma diventa centrale nel sistema territoriale della regione. Il fulcro e lo snodo per l’accessibilitù, la gestione e lo smistamento della mobilità della Città metropolitana attraverso il Tpl e sistemi di trasporto green e sostenibili. Quindi, l’aeroporto si apre al territorio, ne diventa perno in grado di fare da locomotiva per nuove funzioni e nuovi investimenti.

 

Quali sono i benefici per i cittadini?

 

I vantaggi per la collettività nascono da un sistema efficiente che integra modelli avanzati con l’aeroporto, collegato con tutto il mondo, al circuito urbano. Ad esempio, Elmas può diventare parcheggio di scambio così che il traffico automobilistico non entri a Cagliari. I pendolari lasciano le auto all’aeroporto e si spostano con treni, bus, Ncc e altro. Il polo aeroportuale diventa un nodo territoriale primario, capace di attirare flussi e funzioni localizzate, non solo passeggeri in transito. Una piccola grande rivoluzione. Sì, perché  parliamo di uno scalo che avrà un intenso via vai di aerei ma anche cittadini e imprese che parcheggiano, si muovono, vedono negozi, svolgono incontri e riunioni, frequentano locali e magari non devono neppure partire.

 

Avrà  un ruolo anche il nascente complesso ex Fas?

 

Diciamo che rafforza l’idea dell’aeroporto come polo attrativo di diverse funzioni e interessi anche a favore della collettività.

 

Quali sono gli altri punti di caduta del progetto?

 

Intanto, va detto che lo scalo “Mario Mameli” è un passo avanti con i movimenti su rotaia, in quanto esiste il collegamento su ferro. Mentre a Olbia e Alghero è in fase di costruzione e progettazione la bretella aeroportuale per i treni. Inoltre, al Cagliari-Elmas si è lavorato sul Parco lineare Santa Caterina. Ovvero, una cerniera di congiunzione tra scalo e cittadina. I residenti hanno una relazione diretta ciclopedonale, tra piste ciclabili, aree verdi e percorsi pedonali. L’aeroporto non èpiù un corpo separato dal centro urbano ma elemento integrante e funzionale.

 

Parliamo di Elmas e della Città  metropolitana?

 

Esatto, lo scalo diventa il polo dell’intera area vasta. E fin dal via abbiamo avviato anche un test conoscitivo per i residenti a Decimo e Assemini per comprendere come si muovono lungo il corridoio plurimodale della ferrovia e della statale 130, e capire come integrare le funzioni.

 

Ricerca, tecnologia e innovazione. Quali sono le novità?

 

Per l’aeroporto sono stati acquistati totem multimediali a messaggio variabile sui parcheggi e quelli multilingue per i turisti. Con una news: una App fornirà  le informazioni anche per i non udenti con la lingua dei segni. Nel mondo della mobilità  sostenibile tutto è  teso a rafforzare il senso di inclusione e integrazione.

 

Qual è  il filo verde che unisce accademia, utenti e i sardi?

 

Intanto, abbiamo una App dello scalo che dà  la disponibilità  dei parcheggi, integra gli Ncc e favorisce la mobilità  sostenibile. Inoltre, abbiamo varato una piattaforma informatica, il Gis. Un vero e proprio sistema di supporto alle decisioni politiche. Chi avrà competenze nella gestione dei servizi di mobilità  dell’area vasta, quindi comuni, citta metropolitana, aziende di trasporto, assessori, autorità  portuale, istituzioni ed enti coinvolti nel processo, avranno a disposizione un sistema che per la prima volta raccoglie i dati relativi ad aerei, treni, bus, Ncc e auto.

 

Ovvero?

 

Si avrà una visione completa e dettagliata che aiuta i processi decisionali e dà un’idea chiara di quali possano essere gli scenari di mobilità del presente e del futuro.

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Turismo e mobilità in Sardegna:

l’assist dai ricercatori

dell’ateneo di Cagliari

Data pubblicazione: 02/12/2025

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Il progetto coniuga voli aerei, sviluppo socioeconomico e territorio. Lo scalo di Elmas è l’hub nel percorso finanziato con tremilioni e mezzo di euro dal Pnrr. In campo alcuni dei principali player isolani. Parla il responsabile scientifico, Gianfranco Fancello

 

Mario Frongia

 

“Si è  partiti dal dover dare una risposta innovativa allo sviluppo del territorio, costruita sulla condivisione tra atenei e alcuni dei principali player dell’economia isolana”. Gianfranco Fancello, responsabile scientifico del progetto Pnnr “e.Ins”  Mobilità  sostenibile e ordinario alla facoltà  di Ingegneria dell’Università  del capoluogo, accelera: “Il lavoro rientra nei dieci finanziati alla voce Ecosistemi e innovazione. Si tratta di risorse e percorsi a supporto del territorio e della ricerca accademica a livello nazionale. Cagliari-Elmas? Ha le carte in regola per candidarsi tra i primi aeroporti in Italia volti a diventare un hub territoriale di primo livello con l’applicazione di ricerche di sistema avanzate.

 

Professor Fancello, cosa significa il tutto per i visitatori e le comunità  locali?

 

Significa dare linee di sviluppo socioeconomico al territorio e creare connessioni a vantaggio del movimento turistico e degli scambi di mobilità  in genere. Si è  trattato di creare attività  integrate tra territorio e mondo della ricerca. E fare in modo che questi studi possano generare sviluppo, sostenibile e concreto.

 

Come si articola il progetto?

 

È  diviso in dieci spoke, cinque coordinati da noi e altrettanti da Sassari. Per la mobilità abbiamo deciso di non fare un progetto che partisse e avesse al centro solo piste ciclabili o autobus verdi. Siamo andati oltre e ci siamo chiesti come l’intero sistema sardo potesse sviluppare attività sostenibili partendo dalle nostre porte di ingresso. Dunque, gli aeroporti. Da qui i tre scali che entrano con Sogaer di Cagliari-Elmas, delegata e rappresentante di Alghero e Olbia.

 

È questa la risposta attesa dal contesto locale?

 

Sì. Il progetto “eIns - Ecosystem of innovation for next generation Sardinia” ha al suo interno lo spoke 8, battezzato Sustainable mobility”. Con i finanziamenti del Pnrr ha potuto contare su tre milioni e mezzo di euro dalla seconda metà del 2022 sino alla chiusura, prevista a fine anno. Come accennato, gli atenei di Cagliari e Sassari hanno cooperato nell’insieme dei lavori con una struttura che ha avuto noi in cabina regia.

 

Quali sono gli altri partner?

 

Una serie di player  qualificati, dalla Regione a Banco Sardegna, Confindustria, UnionCamere, LegaCoop, Fondazione di Sardegna, Autorità portuale e Sogaer. È stato un proficuo gioco di squadra e tra i tanti preziosi collaboratori diretti, penso con gratitudine ai professori Italo Meloni, Fabio Mereu, Francesco Piras e Mara Ladu della nostra Università, ai colleghi dell’ateneo di Sassari, Tania Congiu e Domenico Comenale, alla presidente e ai dirigenti e tecnici della Sogaer, Monica Pilloni, Federico Miscali e Massimo Sanna.

 

Torniamo al “Mario Mameli”.  Cosa succede allo scalo dopo  il connubio ricerca-sviluppo su frequenze operative di respiro continentale?

 

L’aeroporto si trasforma, non è solo il luogo dei movimenti aerei ma diventa centrale nel sistema territoriale della regione. Il fulcro e lo snodo per l’accessibilitù, la gestione e lo smistamento della mobilità della Città metropolitana attraverso il Tpl e sistemi di trasporto green e sostenibili. Quindi, l’aeroporto si apre al territorio, ne diventa perno in grado di fare da locomotiva per nuove funzioni e nuovi investimenti.

 

Quali sono i benefici per i cittadini?

 

I vantaggi per la collettività nascono da un sistema efficiente che integra modelli avanzati con l’aeroporto, collegato con tutto il mondo, al circuito urbano. Ad esempio, Elmas può diventare parcheggio di scambio così che il traffico automobilistico non entri a Cagliari. I pendolari lasciano le auto all’aeroporto e si spostano con treni, bus, Ncc e altro. Il polo aeroportuale diventa un nodo territoriale primario, capace di attirare flussi e funzioni localizzate, non solo passeggeri in transito. Una piccola grande rivoluzione. Sì, perché parliamo di uno scalo che avrà un intenso via vai di aerei ma anche cittadini e imprese che parcheggiano, si muovono, vedono negozi, svolgono incontri e riunioni, frequentano locali e magari non devono neppure partire.

 

Avrà un ruolo anche il nascente complesso ex Fas?

 

Diciamo che rafforza l’idea dell’aeroporto come polo attrativo di diverse funzioni e interessi anche a favore della collettività.

 

Quali sono gli altri punti di caduta del progetto?

 

Intanto, va detto che lo scalo “Mario Mameli” è un passo avanti con i movimenti su rotaia, in quanto esiste il collegamento su ferro. Mentre a Olbia e Alghero è in fase di costruzione e progettazione la bretella aeroportuale per i treni. Inoltre, al Cagliari-Elmas si è lavorato sul Parco lineare Santa Caterina. Ovvero, una cerniera di congiunzione tra scalo e cittadina. I residenti hanno una relazione diretta ciclopedonale, tra piste ciclabili, aree verdi e percorsi pedonali. L’aeroporto non èpiù un corpo separato dal centro urbano ma elemento integrante e funzionale.

 

Parliamo di Elmas e della Città metropolitana?

 

Esatto, lo scalo diventa il polo dell’intera area vasta. E fin dal via abbiamo avviato anche un test conoscitivo per i residenti a Decimo e Assemini per comprendere come si muovono lungo il corridoio plurimodale della ferrovia e della statale 130, e capire come integrare le funzioni.

 

Ricerca, tecnologia e innovazione. Quali sono le novità?

 

Per l’aeroporto sono stati acquistati totem multimediali a messaggio variabile sui parcheggi e quelli multilingue per i turisti. Con una news: una App fornirà le informazioni anche per i non udenti con la lingua dei segni. Nel mondo della mobilità sostenibile tutto è teso a rafforzare il senso di inclusione e integrazione.

 

Qual è il filo verde che unisce accademia, utenti e i sardi?

 

Intanto, abbiamo una App dello scalo che dà la disponibilità dei parcheggi, integra gli Ncc e favorisce la mobilità sostenibile. Inoltre, abbiamo varato una piattaforma informatica, il Gis. Un vero e proprio sistema di supporto alle decisioni politiche. Chi avrà competenze nella gestione dei servizi di mobilità dell’area vasta, quindi comuni, citta metropolitana, aziende di trasporto, assessori, autorità portuale, istituzioni ed enti coinvolti nel processo, avranno a disposizione un sistema che per la prima volta raccoglie i dati relativi ad aerei, treni, bus, Ncc e auto.

 

Ovvero?

 

Si avrà una visione completa e dettagliata che aiuta i processi decisionali e dà un’idea chiara di quali possano essere gli scenari di mobilità del presente e del futuro.

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