Il prezioso e saggio restyling delle porte della Sardegna
Messi a correre dalla Regione dodici milioni di euro per riqualificare e valorizzare le principali aree di accesso all’isola. Un biglietto da visita che i visitatori non possono scordare. Lavori al termine entro il 2030
di Mario Frongia · Pubblicato il

Un trucco sostanzioso, mirato, intelligente. Indispensabile per correre e presentarsi al mondo. Non solo quello del turismo e delle vacanze ma anche all’insieme dei sistemi che accomunano accoglienza, trasporto, qualità e misura dell’approccio. Con dodici milioni di euro l’assessorato regionale al Turismo ha lanciato il programma "Le porte della Sardegna". Cornice ambiziosa ma dovuta in tempi di straordinaria competitività e qualità dei servizi offerti al sempre più numeroso “popolo in movimento”. Inserito nella programmazione del Fondo di sviluppo e coesione (Fsc) 2021-2027, il programma, con allegato il protocollo d'intesa, è stato sottoscritto dall'assessore Franco Cuccureddu, e dai sindaci dei Comuni coinvolti. Da Alghero a Cagliari, Elmas, Golfo Aranci, Olbia, Oristano, Porto Torres, Santa Giusta, Santa Teresa Gallura e Tortolì si corre per studiare, approvare, dotarsi e realizzare “porte” funzionanti, flessibili, moderne. Il progetto, approvato dalla delibera in Giunta lo scorso agosto, ha per bersaglio i territori che ospitano i principali aeroporti e porti con clientela e movimenti di natura nazionale e internazionale.
Biglietti da visita. Gli accessi alla nostra terra a prova di funzionalità, eleganza e fruibilità. Il bersaglio lo ha illustrato Franco Cuccureddu: "Vogliamo rendere più accoglienti e più decorosi questi luoghi nelle immediate vicinanze dei tre aeroporti principali della Sardegna e dei sei porti nei quali vi è traffico commerciale con la penisola e con il resto d'Europa. Si tratta del primo impatto che il turista ha con la nostra regione, ma anche dell'ultima immagine, dell'ultimo ricordo che porterà via dalla Sardegna". Nel dettaglio, le risorse, pari a 1,333 milioni di euro per ciascuna delle principali "Porte della Sardegna", sono destinate a interventi di riqualificazione paesaggistica e urbana, verde, illuminazione, cartellonistica, arredo urbano, percorsi di accesso, viabilità e spazi di sosta. Per Oristano e Santa Giusta, che condividono lo stesso sistema portuale, sono previsti 666.666 euro ciascuno. Gli interventi interesseranno, tra gli altri, le aree aeroportuali di Alghero ed Elmas, quelle portuali e aeroportuali di Olbia, gli accessi ai porti di Golfo Aranci, Porto Torres, Oristano, Santa Giusta, Santa Teresa Gallura e Arbatax, oltre ai collegamenti urbani tra il porto e il centro di Cagliari. Insomma, una foto della regione che si mette in posa fin dai suoi ingressi.
Identità culturale e ambientale. L'obiettivo, come viene puntualizzato in una nota della Regione, è quello di trasformare i principali luoghi di arrivo e partenza "da semplici luoghi di transito a spazi capaci di rappresentare l'identità culturale, paesaggistica e ambientale dell'Isola". Il tutto passa da un'immagine coordinata della destinazione Sardegna. Il tutto senza omogeneizzare i luoghi ma mantenendo le specificità dei singoli territori. Gli interventi saranno attuati attraverso specifiche convenzioni tra Regione e Comuni, che definiranno gli aspetti procedurali, finanziari e di monitoraggio. I lavori dovranno rispettare i cronoprogrammi della programmazione Fsc ed essere completati entro il 2030.
