Cagliari, 6 punti in tre gare
Una preziosa vittoria di misura. Dopo i ko casalinghi con Inter e Verona, i rossoblù castigano un mediocre Lecce. E sabato si va a Bergamo
di Mario Frongia · Pubblicato il · Cagliari

Una preziosa vittoria di misura. Dopo i ko casalinghi con Inter e Verona, i rossoblù castigano un mediocre Lecce. E sabato si va a Bergamo
La classifica conta poco. Ma c’è qualcosa nel cammino del Cagliari che promette bene. Battere il Lecce non era scontato. E non solo per i precedenti e per la tignosità delle squadre dell’ex Di Francesco, che comunque pare aver capito che se si vuol rimanere in A si deve giocare anche di umiltà e difesa. L’1-0 sta stretto ai rossoblù. Ma non va scordato che la prima vera occasione la sprecano gli ospiti con Stulic che spara in curva. Il calcio è questo, capace di punire chi sciupa. I 31 gradi, 34 percepiti con un’umidità da giungla non aiuta. La notizia che vale per tutti: Sacchi arbitra come ha chiesto Orsato, si gioca, si danno e prendono colpi, ci si rialza. In Europa va così ed è meglio che ci si adegui anche dalle nostre parti. Ci guadagna il gioco, lo spettacolo, l’onestà dei protagonisti. Intanto, Fabio Pisacane, pressoché costretto - fuori condizione Mina e Nzola, Borrelli ceduto nell’extratime in Turchia, Kevin Carlos in lutto per la scomparsa della mamma - piazza gli stessi undici per la terza gara di fila. Il Lecce è guardingo ma sa ripartire. Coulibaly impegna Caprile. La risposta è di Fazzini, corner. Il momento è quello giusto: Maldini inchioda Falcone di testa. L’ex Atalanta, Monza e Lazio festeggia con la maglia di Kevin Carlos: ottimo segnale per il gruppo. La partita non è noiosa ma gli errori crescono da entrambe le parti. Il Lecce pressa, Deiola mostra i denti, Caprile non soffre.
Sporchi ma importanti. Nella ripresa si registra il palo di Mendy, Maldini e Fazzini al tiro, una palla ben giocata dal subentrato Felici. L’esterno si è poi bloccato e tutti a incrociare le dita: si teme per il legamento del ginocchio sinistro. Il Cagliari prova a chiuderla - il torneo si annuncia combattuto e nelle occasioni di superiorità, specie con le dirette concorrenti per la salvezza, sarà fondamentale avere quel filo di cinismo e giusta cattiveria agonistica per bloccare il risultato -, su punizione Maldini colpisce il palo. Entrano Fadera e Kofler, debuttano Gagliardini e l’Under 20 Sugamele. Ci prova Adopo a testimoniare la ricerca del raddoppio. Pisacane si sgola, anche perché per una ripartenza sbagliata Caprile salva su N’Dri. Nel recupero il Lecce reclama un rigore per un contrasto di Gagliardini. Sacchi fa giocare e fischia tre volte. Tre punti d’oro.
Serve concretezza. Con l’Udinese che viene battuta in casa dalla Lazio, il Cagliari si ritrova tra le prime dieci dopo tre turni. Guardare la classifica serve a poco. Mentre è più interessante notare la crescita in personalità e autorevolezza del gruppo. Si veniva dalla bambola in Coppa, con il Verona di Baroni che andrà meritatamente a giocare all’Olimpico con la Roma e, comunque vada, porterà a casa una montagna di denaro: il rammarico più grande per il club rossoblù. Si veniva da un centrocampo troppo remissivo, capace di errori tecnici marchiani anche da Winks e Romano, i mediani di regia “inventati” da Pisacane. Si veniva dallo svarione di Rodriguez e dalle amnesie di Ze Pedro. Si veniva dal centimetro indispensabile per fare un metro da parte di Maldini e Mendy. Insomma, un piccolo grande cantiere. Con il Lecce sono stati compiuti dei progressi. Il centrocampo, con l’aiuto di Adopo, filtra meglio. Dietro si difende abbastanza alti. La manovra è parsa più sciolta. La serie A è partita di slancio ma avere dietro, ad esempio, Napoli, Udinese e Sassuolo, non deve ingannare. Ci sarà da soffrire. Però l’acchito deve incoraggiare i tifosi. E adesso la posta sale: sabato, 20.45, Maldini e soci sono ospiti dell’Atalanta di Sarri. Assente l’ex Gaetano, squalificato. Non sarà semplice ma il passaggio è buono per provarci. A testa alta.
