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Artigianato isolano, incremento al top

La Sardegna nel 2026 coglie la terza piazza nazionale dietro Valle d’Aosta e Trentino. Dai dati di Confartigianato il saldo delle imprese è di 112 attività con un tasso di crescita dello 0,33 per cento

di Mario Frongia - Pubblicato il

Artigianato isolano, incremento al top
immagini tratte dal sito dell'assessorato regionale all'Artigianato

Una performance che di questi tempi aiuta. Non solo nel capitalizzare al meglio il piazzamento nella top tricolore che mette in fila gli artigianati regionali. Ma anche nel saper proseguire con soluzioni, investimenti, valorizzazioni e intuizioni adeguate. La Sardegna che si piazza dietro Valle d’Aosta e Trentino nella best list delle regioni per attività e produzioni artigianali, è una Sardegna che nel tempo ha costruito una strada solida e determinata. A rimarcarlo sono i dati elaborati dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna (fonte Movimprese, dati Infocamere-UnionCamere). Per l’esattezza, il tasso di incremento del settore nel terzo trimestre del 2026, in particolare tra luglio e settembre. Un dato di interesse strategico non solo per gli addetti ai lavori ma per l’intero sistema socioeconomico sardo. Nel dettaglio, le imprese artigiane hanno registrato 445 nuove iscrizioni e 333 cessazioni. Il saldo positivo è di 112 attività con un tasso di crescita dello 0,33 per cento. Al 30 settembre, lo stock artigiano complessivo ha raggiunto la quota di 33.858 imprese. La marcia intrapresa vede la Sardegna sul podio nazionale, alle spalle della Valle d’Aosta (+0,79 per cento) e del Trentino-Alto Adige (+0,37). E rappresenta un particolare significato che la nostra isola si sia piazzata davanti Lazio (+0,31) e Friuli-Venezia Giulia (+0,30).

Dettaglio di un tessuto con motivi ricamati colorati.
immagini tratte dal sito dell'assessorato regionale all'Artigianato

Il trend lusinghiero su scala nazionale. In Italia il comparto artigiano cresce solo dello 0,11 per cento, con un saldo di 1.401 imprese su uno stock di 1.225.910 attività. La Sardegna supera nettamente anche la media del Sud e delle Isole, ferma allo 0,18 per cento, e quella delle altre macroaree: Nord-Ovest (+0,13), Centro (+0,08) e Nord-Est (+0,06). La crescita dell’artigianato regionale ha mostrato energia e vigore specie in tre aree, capaci di collocarsi tra le prime venti province italiane per dinamismo del comparto. La percentuale è nitida: Nuoro è la prima provincia sarda per crescita con +0,40 per cento ed è 15esima a livello nazionale. Cagliari coglie la seconda piazza con +0,39 per cento ed è 17esima in Italia. Terza posizione per Sassari-Gallura con +0,33, una crescita che vale il 18esimo posto a livello nazionale. Registra un leggero calo Oristano con -0,21 per cento. La foto-identikit del sistema dice che Cagliari è in cima alla graduatoria regionale per nuove iscrizioni e saldo: 184 nuove imprese, 135 cessazioni e 49 attività in più. Sassari, con 148 iscrizioni, 107 cessazioni e un saldo positivo di 41 imprese, segue a ruota. Brilla anche Nuoro, che con 84 iscrizioni e 57 cessazioni registra 27 imprese artigiane in più. I tre territori superano ampiamente la media italiana dello 0,11 per cento e confermano il contributo determinante delle economie provinciali alla performance dell’intera Isola. Oristano, con 29 iscrizioni a fronte di 34 cessazioni, chiude con un saldo negativo di cinque imprese.

Mani al lavoro nell’intaglio di un oggetto in legno.
immagini tratte dal sito dell'assessorato regionale all'Artigianato

La soddisfazione degli operatori. “Sono variazioni percentuali contenute ma per il nostro settore sono segnali positivi che consolidano una tendenza che va avanti da parecchi trimestri. In considerazione del fatto che a livello nazionale il ritmo di crescita dell’artigianato rallenta, al contrario, la nostra Isola consolida la propria capacità di generare nuove attività e continua a migliorare i risultati. Un andamento che - dice Giacomo Meloni, presidente di Confartigianato Imprese Sardegna - valorizza il ruolo delle imprese artigiane nell’economia regionale, pur lasciando emergere differenze territoriali che richiedono attenzione. La sfida? Trasformare questo slancio in una crescita duratura, sostenendo la nascita di nuove imprese, la continuità delle attività esistenti e la capacità dell’artigianato di creare lavoro e mantenere vive le comunità locali”. E ancora. “Dobbiamo continuare a impegnarci per mettere gli imprenditori nelle condizioni di investire, assumere giovani e trasmettere competenze che spesso rappresentano il frutto di decenni di esperienza in questo percorso, strumenti efficaci come la Legge regionale 949 per l’artigianato hanno - conclude Meloni - un ruolo fondamentale e vanno sostenuti e rafforzati”.