L’anno che verrà
La “lettera della campanella” contiene auspici, sentimento, sviluppo e condivisione. L’assessora Ilaria Portas e il saluto alle nuove generazioni
di Mario Frongia · Pubblicato il

Attacca con il classico “care studentesse e studenti”. Saluta “docenti, dirigenti, personale Ata”. Non scorda le “famiglie”. Ilaria Portas impugna la biro e prende fiato. Mette in fila sentimenti che parevano sepolti. Sì, quasi ingoiati dai social, dalla frenesia, dal fare tutto e se possibile neanche bene, dal dire tanto e quasi sempre nulla. Da un mondo sociale perennemente distratto, egoista, prigioniero di falsi riferimenti. Un pianeta che richiama indirettamente un tipo di centrifuga che non fa prigionieri. Una sorta di Bimby che ottunde, non prevede riflessione, ragione, buon senso. Sarà che i tempi che ci sono dati da vivere sono questi. Sarà che è più facile correre senza pensare. Ma di certo, questa lucida follia collettiva, ha poco o nulla a che fare con sviluppo equilibrato, senso di appartenenza, sentimenti quali generosità e condivisione. Magari, con l’idea di una collettività forte e coesa. L’assessora ha deciso di parlare alle scuole. Intese, non solo come strutture ed epicentri di sviluppo, confronto e maturazione. Ma come contenitori che assemblano anime, piccole e spesso fragili, in cerca di esempi. Buoni esempi. L’assessora parla e indica, incoraggia e supporta, suggerisce ed esorta. Non nasconde la polvere sotto il tappeto. Si mette in gioco. Politica, mestiere, visione? Può darsi. Ma a essere onesti quel che traspare dalla “lettera della campanella”, scritta in questa coda d’estate torrida come non mai, è un piccolo, grande messaggio. Che racchiude sogni e speranze, desideri e magie. A dirla tutta, un codice di civiltà. Percorso che mette in fila i mattoncini del coraggio, della libertà, del rispetto. Sarebbero sufficienti i richiami a questi tre pilastri per darci quel genere di fiducia che i nostri giovani chiedono e meritano. Cresceranno, saranno i futuri dirigenti del Paese, affronteranno sudore e fatica, sconfitte e angoli bui, delusioni e rimorsi. Per poi trovare la luce e la forza per esprimere talento, emozioni, magie, successo. Troveranno anche la convinzione per tutelare il noi prima dell’io. Per affrontare sfide e partite che paiono stregate. Poi, ci sono gli impianti di condizionamento rotti, le aule che meriterebbero un’imbiancata, i numeri drammatici della dispersione, i presidi scolastici da difendere, i programmi innovativi da attuare. Una mole disumana di impegni utile per intuire che per risolverli non basterebbe la bacchetta di una fattucchiera, e anche molto brava. Intanto, uno strumento vintage come la “lettera”, meditata e voluta, qualsiasi sia la tecnologia o il passa parola che la trasporta, è già un buon segno.
La lettera. “Il suono della prima campanella - che segna l’inizio dell’anno scolastico e il primo giorno di scuola, per alcune e alcuni il primo in assoluto - è un momento magico che porta con sé, ogni anno, l’energia speciale che solo “i nuovi inizi” possiedono. L’emozione per ciò che sarà, i sogni e i progetti di studio e di vita che ripartono, le amicizie che si consolidano: tutto ciò che sappiamo essere un passaggio fondamentale per la crescita della persona, bambine e bambini, ragazze e ragazzi. Questo ha un impatto fortissimo, e ne siamo consapevoli, nel disegno del prossimo futuro della Sardegna alla quale ambiamo.
A tutte e tutti voi desidero dunque rivolgere il mio augurio più sincero e sentito per l’inizio di questo nuovo anno scolastico. In questi mesi abbiamo lavorato e continuiamo a lavorare senza sosta con un obiettivo chiaro: garantire una scuola pubblica di qualità, equa, sicura e inclusiva. La dispersione scolastica e lo spopolamento non si combattono con i tagli e il dimensionamento. È necessario tutelare i presìdi scolastici, specie nei piccoli centri, perché la scuola rappresenta il cuore pulsante e il primo faro che orienta il futuro delle nostre comunità. Per offrire a ragazze e ragazzi e insegnanti ambienti all'altezza delle sfide educative attuali, abbiamo messo in campo risorse davvero ingenti e destinate a rendere gli edifici scolastici più sicuri, accessibili, moderni e sostenibili. Sono consapevole delle criticità che dovremo affrontare in queste prime settimane di lezione, a partire dalle preoccupazioni legate all’emergenza caldo e alle elevate temperature nelle aule. È una sfida climatica globale, che ci interessa da vicino e che stiamo cercando di fronteggiare dandole la massima priorità. Ovviamente siamo chiamati alla responsabilità delle scelte per le quali operiamo. I nuovi investimenti sull'edilizia sono pensati proprio per intervenire sull'efficienza energetica, l'isolamento termico e il miglioramento del comfort ambientale e della salubrità delle nostre strutture, affinché la scuola sia sempre un luogo sicuro, vivibile e accogliente in ogni stagione. Nel breve periodo continueremo a monitorare la situazione insieme agli enti locali e alle dirigenze scolastiche per supportare le comunità di fronte alle temperature critiche. Non solo edifici, proseguiamo anche nell’investimento sui contenuti, promuovendo progetti innovativi e creando opportunità affinché nessuno si senta lasciato indietro.
A voi studentesse e studenti dico abbiate la curiosità di scoprire, il coraggio di far sentire la vostra voce e la costanza di inseguire i vostri sogni. La scuola è il luogo dove si costruisce la vostra cultura, la base per la vostra vita in società e lavorativa, e il vostro lavoro sarà ciò che costruirà parte della vostra libertà. A voi docenti e personale della scuola va la mia profonda gratitudine per la dedizione, la passione e la professionalità con le quali ogni giorno accogliete ed educate le giovani generazioni, anche a fronte di complessità e disagi. La Regione Sardegna è al vostro fianco, oggi e per tutto il percorso che ci attende. Buon inizio di anno scolastico!”
Ilaria Portas – assessora regionale Pubblica istruzione
