Il cuore di una Sardegna

che non tradisce

 

Data pubblicazione: 14/12/2025

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Notizie dalla Sardegna:

Il cuore di una Sardegna che non tradisce

 

Mario Frongia

 

Planargia, Parteolla, Sulcis e Medio Campidano.

Cultura turistica esperenziale 2025: premiate le artigianalità tipiche di Sanluri. Dal Museo del pane alla chiesa di Nostra signora delle grazie. La storia del civraxiu e quella della fede. La storia e l’attualità, un percorso esaltato dalle caratteristiche storiche, territoriali e socioimprenditoriali di Sanluri. Nel cuore del Medio Campidano hanno avuto luogo le premiazioni del contest inerente il progetto su attività tipiche, storiche e tradizionali del territorio.

 

Sulla cultura esperenziale 2025 lo sguardo è andato all’intraprendenza, gli usi, le abitudini conservate nel tempo a Sanluri. La giuria permanente, che ha fatto capo alle Associazioni Acib, CraRegione e Mediterranea, si è unita a un comitato composto da visitatori ed escursionisti con esperienze maturate nei contesti tipici regionali, nazionali ed esteri. Da qui, la valutazione su quel che è emerso dal confronto e dalle visite in Planargia, Parteolla, Sulcis e Medio Campidano.

 

Teatro del contest, le attività artigianali e genuine di Bosa, Dolianova, Sant’Anna Arresi e Sanluri. Con i sindaci Alfonso Marras, Ivan Piras, Paolo Dessì e Alberto Urpi, le rispettive Giunte e l’insieme delle comunità, in prima fila. Supporti e guide d’eccezione nelle bellezze naturali e nella laboriosità del territorio. Un percorso di oltre due mesi, tra nuraghe, cattedrali, castelli, habitat medievali, frantoi, cantine, produttori di miele, formaggio, insaccati, vini, sottoli, liquori. Ma da non scordare ci sono stati anche tappeti, produzioni di bisso e nasse, strumenti musicali, launeddas, coccoeddus, pane carasau, civraxiu, coccoi. Per un insieme fragrante di eccellenze della cucina e dell’enogastronomia. Il tutto condito con incontri, formazione, lezioni illustrative, degustazioni, seminari, escursioni, trenini caratteristici, dimostrazioni ai fornelli.

 

Ma anche visite museali, tra arazzi, quadri, affreschi, cimeli ottocenteschi e residuati bellici. Insomma, la Sardegna meno nota, ma comunque ricca di fascino e sorprese. Un progetto che ha colto nel segno. E ha messo in mostra tesori e gioie della produttività, del talento, della tavola. Tra artigianato e mestiere, una terra che conserva e ripropone le proprie affinità. Da qui, le scelte dei giurati. A Sanluri, domenica 14 dicembre, si è chiuso il contest. Una sorta di bilancio. Ma anche genuinità, competizione e valorizzazione, a disposizione dei media, che si è sviluppata tra la saletta convegni del Castello di Eleonora, la piazza della Casa del pane e la chiesa più grande e amata dai sanluresi, Nostra signora delle grazie. Con l’assessore al Turismo di Sanluri, Fabrizio Collu, i presidenti Dante Puddu e Gianfranco Perseu, gli ex rossoblù dello scudetto del ’70, Beppe Tomasini e Renato Copparoni, con Gigi Piras, secondo bomber all time del Cagliari con 104 reti e per sette anni capitano rossoblù, (nella foto con i vincitori) a omaggiare i vincitori.

 

I giurati - Giulia Baita (Olmedo), Maria Assunta Serra (San Donà del Piave), Rosanna Cabula (Oristano), Antonio Lo Cascio (Palermo), Barbara Fiori (Capoterra), Uccio Ibba (Cagliari), Betania Dos Santos (Maceiò, Brasile), Annalisa Putzu (Iglesias) e Andrea Uccheddu (Arbus) - si sono espressi su tre capitoli chiave: “Presentazione e connotazioni storiche e ambientali”, “Sapori, preparazione e tradizione” e “Fascino, appeal, curiosità e riproduzione esperenziale”. Dopo una approfondita e serrata consultazione, e il confronto con le numerose ed eccellenti proposte osservate nel corso delle quattro escursioni nei territori e nelle cittadine isolane, la giuria ha promosso i titolari delle attività artigianali radicate nel passato promuovendole come quelle più affini alla filosofia del progetto esperenziale: Francesco Tanda e Ireneo Matta, costruttori e suonatori di launeddas, Renzo Pillosu, titolare dell’omonimo panificio, e Gianni Mereu, maestro pastaio-esperto di panificazione e di Storia medievale.

 

I quattro selezionati sono stati ritenuti, dopo apposite valutazioni e comparazioni, interpreti e conoscitori più vicini al mondo della tradizione e delle tipicità locali. In sostanza, la sigla di un progetto di valorizzazione che ha coinvolto poco meno di un migliaio di partecipanti. Un insieme, colorato dai kit individuali tshirt-cappellino-zaino, che ha assaporato le quattro aree di forte importanza e leadership sociopolitico ed economica. Un poker di municipalità operose e ricche di proposte. Ovvero, una Sardegna tutta da scoprire. Filmata e fotografata nei dettagli da un videomaker professionista, all’opera per la realizzazione di un documentario sul percorso. I dettagli di una regione da amare.

Sardegna Teatro in scena alle Saline, per la rassegna curata da Akròama, con un affascinante affresco sulle donne.

Il cuore di una Sardegna

che non tradisce

Data pubblicazione: 14/12/2025

Al via Sardinia tourism experience 2025:

le perle isolane dal Medio Campidano a Parteolla, Planargia e Sulcis

Mario Frongia

 

Planargia, Parteolla, Sulcis e Medio Campidano.

Cultura turistica esperenziale 2025: premiate le artigianalità tipiche di Sanluri. Dal Museo del pane alla chiesa di Nostra signora delle grazie. La storia del civraxiu e quella della fede. La storia e l’attualità, un percorso esaltato dalle caratteristiche storiche, territoriali e socioimprenditoriali di Sanluri. Nel cuore del Medio Campidano hanno avuto luogo le premiazioni del contest inerente il progetto su attività tipiche, storiche e tradizionali del territorio.

 

Sulla cultura esperenziale 2025 lo sguardo è andato all’intraprendenza, gli usi, le abitudini conservate nel tempo a Sanluri. La giuria permanente, che ha fatto capo alle Associazioni Acib, CraRegione e Mediterranea, si è unita a un comitato composto da visitatori ed escursionisti con esperienze maturate nei contesti tipici regionali, nazionali ed esteri. Da qui, la valutazione su quel che è emerso dal confronto e dalle visite in Planargia, Parteolla, Sulcis e Medio Campidano.

 

Teatro del contest, le attività artigianali e genuine di Bosa, Dolianova, Sant’Anna Arresi e Sanluri. Con i sindaci Alfonso Marras, Ivan Piras, Paolo Dessì e Alberto Urpi, le rispettive Giunte e l’insieme delle comunità, in prima fila. Supporti e guide d’eccezione nelle bellezze naturali e nella laboriosità del territorio. Un percorso di oltre due mesi, tra nuraghe, cattedrali, castelli, habitat medievali, frantoi, cantine, produttori di miele, formaggio, insaccati, vini, sottoli, liquori. Ma da non scordare ci sono stati anche tappeti, produzioni di bisso e nasse, strumenti musicali, launeddas, coccoeddus, pane carasau, civraxiu, coccoi. Per un insieme fragrante di eccellenze della cucina e dell’enogastronomia. Il tutto condito con incontri, formazione, lezioni illustrative, degustazioni, seminari, escursioni, trenini caratteristici, dimostrazioni ai fornelli.

 

Ma anche visite museali, tra arazzi, quadri, affreschi, cimeli ottocenteschi e residuati bellici. Insomma, la Sardegna meno nota, ma comunque ricca di fascino e sorprese. Un progetto che ha colto nel segno. E ha messo in mostra tesori e gioie della produttività, del talento, della tavola. Tra artigianato e mestiere, una terra che conserva e ripropone le proprie affinità. Da qui, le scelte dei giurati. A Sanluri, domenica 14 dicembre, si è chiuso il contest. Una sorta di bilancio. Ma anche genuinità, competizione e valorizzazione, a disposizione dei media, che si è sviluppata tra la saletta convegni del Castello di Eleonora, la piazza della Casa del pane e la chiesa più grande e amata dai sanluresi, Nostra signora delle grazie. Con l’assessore al Turismo di Sanluri, Fabrizio Collu, i presidenti Dante Puddu e Gianfranco Perseu, gli ex rossoblù dello scudetto del ’70, Beppe Tomasini e Renato Copparoni, con Gigi Piras, secondo bomber all time del Cagliari con 104 reti e per sette anni capitano rossoblù, (nella foto con i vincitori) a omaggiare i vincitori.

 

I giurati - Giulia Baita (Olmedo), Maria Assunta Serra (San Donà del Piave), Rosanna Cabula (Oristano), Antonio Lo Cascio (Palermo), Barbara Fiori (Capoterra), Uccio Ibba (Cagliari), Betania Dos Santos (Maceiò, Brasile), Annalisa Putzu (Iglesias) e Andrea Uccheddu (Arbus) - si sono espressi su tre capitoli chiave: “Presentazione e connotazioni storiche e ambientali”, “Sapori, preparazione e tradizione” e “Fascino, appeal, curiosità e riproduzione esperenziale”. Dopo una approfondita e serrata consultazione, e il confronto con le numerose ed eccellenti proposte osservate nel corso delle quattro escursioni nei territori e nelle cittadine isolane, la giuria ha promosso i titolari delle attività artigianali radicate nel passato promuovendole come quelle più affini alla filosofia del progetto esperenziale: Francesco Tanda e Ireneo Matta, costruttori e suonatori di launeddas, Renzo Pillosu, titolare dell’omonimo panificio, e Gianni Mereu, maestro pastaio-esperto di panificazione e di Storia medievale.

 

I quattro selezionati sono stati ritenuti, dopo apposite valutazioni e comparazioni, interpreti e conoscitori più vicini al mondo della tradizione e delle tipicità locali. In sostanza, la sigla di un progetto di valorizzazione che ha coinvolto poco meno di un migliaio di partecipanti. Un insieme, colorato dai kit individuali tshirt-cappellino-zaino, che ha assaporato le quattro aree di forte importanza e leadership sociopolitico ed economica. Un poker di municipalità operose e ricche di proposte. Ovvero, una Sardegna tutta da scoprire. Filmata e fotografata nei dettagli da un videomaker professionista, all’opera per la realizzazione di un documentario sul percorso. I dettagli di una regione da amare.

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