Un grande caleidoscopio che racconta la Sardegna più intima. Il filet e le nasse di Bosa, le olive e i vini di Dolianova, il porchetto e i formaggi di Sant’Anna Arresi. Il pane e i sottoli di Sanluri. Ma anche quartieri medievali, castelli, cattedrali, ponti, nuraghe. A comporre un affresco speciale di una terra dai colori e dagli umori irripetibili. Pescatori, maestri pastai, allevatori, vinai, sarte, agricoltori, falegnami e artigiani del ferro, del marmo, dei pellami, degli ornamenti. I testimonial di una Sardegna forte, solida, ricca di idee ed energie. Tra cibi e ricette che risalgono alla notte dei tempi. Dal coniglio arrosto ripieno del Parteolla, ai malloreddus con carciofi e alla caponata alla sarda, passando per le fritturine di mare della Planargia, agli insaccati del Sulcis e ai civraxiu del Medio Campidano. Per non dire dei dolci, dei passiti e delle “bollicine” sino al caffè servito dalla moka nelle microscopiche tazzine di porcellana: l’espressione di culture senza tempo. Un tripudio di bontà, con lavorazioni tramandate di madre in figlia. Passaggi ancestrali mostrati con naturalezza e dedizione ai visitatori. Il turismo esperenziale che fa centro. Coglie la storia, e anche i ricordi, di territori ricchi di dignità, conoscenza e sapere. Con la puntuale accoglienza dei sindaci Alfonso Marras, Ivan Piras, Alberto Urpi e Paolo Dessì.
L’abbraccio dei presidenti, degli amministratori, degli operai e dei soci delle cantine, dei caseifici, dei musei, dei frantoi. Con le energie dei piccoli e medi imprenditori al desiderio dei ristoratori, tra chef e cuoche di alto profilo, di rispondere al meglio alle chiamate del progetto. Un percorso che ha avuto anche il supporto e gli incoraggiamenti del presidente del Consiglio regionale, Piero Comandini e dell’assessore al Turismo, Franco Cuccureddu. “Planargia, Parteolla, Sulcis e Medio Campidano - Cultura turistica esperenziale 2025” ha colto nel segno. Fin dalla presentazione dell'idea allo studio e all’elaborazione del progetto, che risale alla primavera di quest’anno. Per poi partire, lo scorso 14 ottobre, dall’assessorato regionale al Turismo. Il progetto - ancorché complesso per i tempi ristretti, le dinamiche e la condivisione con le municipalità, il territorio, le aziende e gli esponenti delle attività produttive locali - ha bruciato le tappe. Il video sulle quattro mete, ha esaltato gli scorsi caratteristici e meno noti al grande pubblico. E ha colto le attenzioni e le volontà dei sindaci, delle giunte, dei consigli comunali, delle pro loco e degli operatori. Alfonso Marras (Bosa), Ivan Piras (Dolianova), Alberto Urpi (Sanluri), e Paolo Dessì (Sant’Anna Arresi, nella foto un momento dell'escursione immersiva), con al fianco assessori e staff, da Marco Mannu a Marco Naitana, passando per Cristian Fenu, Fabrizio Collu e i numerosi collaboratori, hanno affiancato al meglio l’iniziativa. Sentita e partecipata anche la presenza delle testate giornalistiche. Insomma, uno scenario speciale, che ha coinvolto un migliaio di persone, rilanciato anche con un kit di materiale promopubblicitario. Il contesto adatto per esaltare memoria, aspetti etnici, luoghi, usanze e abitudini di una regione sempre più sorprendente.
Luoghi, identità, emozioni, produzioni locali. Il progetto - coordinato dalle Associazioni Acib- Italia-Brasil (capofila), Mediterranea e CraRegione con i presidenti Dante Puddu, Gianfranco Perseu e Gianni Aramu, ha promosso una filosofia che ha coniugato l’escursione ai gioielli dei territori interessati. Un turismo lento e riflessivo. Consumato con i tempi che hanno avuto il respiro delle piccole grandi scoperte. Il Temo e la Casa della Malvasia, la cattedrale di San Pantaleo e il quartiere storico, l’insediamento nuragico e i paesaggi di mare e montagna, il Castello di Eleonora d’Arborea e il museo del Pane: emozioni intense tra Bosa, Dolianova, Sant’Anna Arresi e Sanluri. Con visite guidate da accompagnatori specializzati, l’immersione in una Sardegna da cineteca si è sviluppata in quattro giornate ricche di spunti. Ma sono stati necessari oltre quattro mesi alle associazioni per realizzare il progetto nei dettagli. E permettere un’immersione nuova e partecipata. In tappe a se stanti, tra ottobre e dicembre, è stata messa a terra la sintesi di un’isola che conquista. Da vivere senza intermediari. Ma anche da narrare ai visitatori. Per un nuovo modello turistico legato ad aspetti e tradizioni meno diffuse. Con al centro la valorizzazione dei centri piccoli e medi. Musei, piccole taverne, agriturismo immersi nel verde, trenini, launeddas, calici, battelli, folk, colline e insediamenti nuragici.
Perle da promuovere e rilanciare. Con uno sguardo a produzioni tipiche e artigianali, ricorrenze, enogastronomia, dagli insaccati all’olio, passando per pane, vino, carni, dolci e formaggi. Il percorso della tipicità e della buona tavola. Ingredienti di successo da esportare e promuovere. Fede e laicità assieme. Temi suggestivi e iniziative innovative, rilanciate con una rivista ufficiale. Per cornice, un book fotografico e un docufilm professionale. Per una Sardegna esperenziale e unica.